FdI Veneto

09/05/2018 – I Centri per l’impiego a Veneto Lavoro

Tratto dal Mattino di Padova del 09/05/2018 – di al.sal.

Donazzan: i 400 dipendenti assunti dalla nostra agenzia. Intanto Roma impugna la legge sulle cave

I 398 dipendenti dei Centri per l’impiego delle Province sono passati a Veneto Lavoro, con una clausola di salvaguardia: se l’agenzia chiude i battenti, saranno inglobati tra i dipendenti di Palazzo Ferro Fini e Balbi. Alla fine, l’ha spuntata l’assessore al Lavoro Elena Donazzan, che ha visto passare la sua proposta con 31 voti favorevoli, 1 contrario e 15 astenuti. Nel corso dell’illustrazione in aula, sono stati ricordati alcuni passaggi della vicenda, che inizia con l’approvazione della legge di Bilancio 2018 che recepiva l’accordo Governo-Regioni sul trasferimento di risorse per il personale dei Centri per l’impiego e il loro passaggio alle regioni, cioè a Veneto Lavoro.

Ieri il dibattito ha visto l’ennesimo braccio di ferro tra Elena Donazzan e Sergio Berlato, di FdI, che assieme a Piero Ruzzante di LeU e al Pd hanno cercato di ottenere il massimo, cioè il passaggio diretto del personale alla Regione. Così non sarà, ma la modifica approvata dal consiglio regionale, con il comma 5 bis dell’articolo 54, Elena Donazzan ha messo fine a tutti i dubbi: “Nel caso in cui Veneto Lavoro sia privatizzato e soppresso, tutto il personale è collocato nei ruoli della Regione”.

Tutti d’accordo nel centrodestra. Decisamente contrarie le opposizioni. Con Graziano Azzalin (Pd) che ha motivato le sue perplessità, alla pari di Piero Ruzzante, che ha presentato una raffica di emendamenti, tutti bocciati: “Non mi avete convinto e voto contro” ha detto il consigliere di LeU. Sergio Berlato ha rinnovato la sfida con l’ex “allieva” Donazzan e ha ribadito il voto di astensione di FdI: “Abbiamo ascoltato tutti i sindacati che hanno manifestato la loro contrarietà. La soluzione indicata dall’assessore Donazzan non ci soddisfa ma ci asteniamo perché è comunque una correzione parziale rispetto alla proposta originaria della Finanziaria”.

Tesi sostenuta anche da Simone Scarabel del M5S, mentre Erika Baldin ha incontrato i sindacati. Approvata la legge sui centri per l’impiego, in aula è scoppiato un battibecco tra l’assessore all’Ambiente Bottacin e il capogruppo Pd Stefano Fracasso. Il motivo? La legge sulle cave, attesa dopo 33 anni, è stata impugnata dal governo che ne contesta alcuni articoli perché in contrasto con l’articolo 117 della Costituzione. Per Gian Paolo Bottacin si tratta di una scelta “del tutto immotivata”. “È, come sempre, un chiaro attacco politico nei confronti del Veneto da parte di un governo non eletto e con i minuti contati”.

Immediata la replica di Stefano Fracasso: “La giunta regionale grida al governo nemico. Dovrebbe invece chiedersi come si fanno le leggi e i piani in Veneto. In ritardo e quindi in fretta. Dopo decenni di inerzia c’è poco da recriminare”.

Related posts

Brexit, Berlato lascia il posto in Regione a Joe Formaggio

Giorgia Meloni in Veneto il 30 luglio, incontra imprenditori del Veneto

27/05/2015 – Cultura della sicurezza per contrastare infortuni sul lavoro

Lascia un commento

Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Inoltre forniamo informazioni sul modo in cui utilizzi il nostro sito ai nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto in base al tuo utilizzo dei loro servizi. Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web. Accetto Leggi

Privacy & Cookies Policy