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Chiuso anche l’hub di Conetta Il distretto del migrante è finito

Fonte: Mattino di Padova del 21/12/2018 – di Nicola Stievano
La “città dei migranti” è deserta: gli ultimi ospiti sono usciti ieri mattina, senza dare troppo nell’occhio, diretti verso strutture di accoglienza più piccole dopo aver trascorso diversi mesi nel più grande e discusso centro di accoglienza del Veneto.
Così nella minuscola frazione di Conetta, in terra veneziana ma a meno di due chilometri dalla piazza di Agna, torna la tranquillità perduta tre anni e cinque mesi fa, quando i primi profughi varcarono l’ingresso dell’ex base dell’Aeronautica. Ora oltre il cancello, schermato per tenere lontani sguardi indiscreti, resta solo un gruppo di operatori della cooperativa Edeco.
Dopo la chiusura della base di Bagnoli, a fine settembre, ora il sipario cala su quella di Cona, arrivata ad ospitare oltre 1.500 richiedenti asilo nella tendopoli allestita su ordine della Prefettura di Venezia, fra le proteste della piccola comunità della frazione. In questo angolo di campagna fra le province di Padova e Venezia, un territorio in cui vivono poco meno di diecimila persone sparse tra Agna, Bagnoli e Cona, le presenze dei profughi hanno superato quota 2.500, creando una tensione costante e una pressione fortissima che ha portato a proteste dentro e fuori i centri di accoglienza, a brutali episodi di violenza e persino a due decessi.
La giovane Sandrine morì nei bagni della tendopoli di Conetta, in circostanze a detta di molti mai chiarite, mentre Salif venne investito da un’auto mentre si stava unendo alla lunga “marcia dei migranti” che lo scorso anno tenne sotto scacco l’hub per almeno due settimane. Poi ci sono stati gli scandali legati agli appalti, ai controlli pilotati e alla gestione del personale e delle risorse destinate all’accoglienza, sui quali sono ancora in corso le indagini della magistratura.80 contratti cancellati.
L’estate scorsa dal palco della festa della Lega a Conselve il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva annunciato la chiusura di San Siro e Conetta. Il primo si svuotò nell’arco di un mese, nel secondo invece la smobilitazione si è conclusa ieri. Trasferiti i migranti, ora c’è una piccola cittadella da smantellare. Ci sono tende da smontare, moduli prefabbricati da trasferire, insieme a materiale di ogni genere, tutto di proprietà della cooperativa Edeco. Un gruppo di operatori continuerà a lavorare almeno per un paio di mesi, mentre sotto il profilo occupazionale si apre una stagione difficile. Fra dieci giorni esatti, con la fine dell’anno, scadono circa ottanta contratti a termine e nessuno di questi sarà rinnovato in seguito alla chiusura dei due hub. Quando la base era piena a Conetta lavoravano 140 operatori. Ora chi ha il contratto a termine resta subito a casa, mentre per un altro gruppo potrebbe essere avviata la procedura di licenziamento collettivo.
LE REAZIONI
«Il Governo ci ha fatto un bel regalo di Natale» afferma il sindaco di Agna Gianluca Piva (in quota a Fratelli d’Italia), dopo tre anni passati a firmare appelli, ad emettere ordinanze anti pipì e degrado, a pattugliare il mercato domenicale. «Finalmente assaporiamo la libertà» aggiunge «è finito un incubo anche se ci vorrà del tempo per rimediare ai danni subiti dalle nostre comunità sia a livello di immagine che di valore immobiliare. Ora chiedo a Salvini di buttare via per sempre le chiavi di queste caserme».
«Siamo passati dalle parole ai fatti, l’avevamo promesso» dichiara il ministro dell’Interno, ricevendo il plauso, fra gli altri, del governatore del Veneto Luca Zaia, del ministro per la famiglia Lorenzo Fontana e del senatore Udc Antonio De Poli. —

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