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In Veneto e Friuli Forza Italia cede a Fdi «siamo a un bivio»

Fonte: Gazzettino di Padova – di Maurizio Crema

Il sorpasso a Forza Italia sognato da Giorgia Meloni si materializza in Veneto (6,8% contro 6,1%, 18mila voti in più) e Friuli Venezia Giulia (7,6% sul 6,7% di FI). «Non ci fermeremo qui: l’anno prossimo alle regionali supereremo il 10%».

Sergio Berlato “battezza” così il successo personale (quasi ventimila preferenze) e del suo partito Fratelli d’Italia alle Europee, nel Nordest secondo solo alla leader Meloni, che gli lascerà il posto a Bruxelles. «Tra pochi giorni formalizzerà la sua rinuncia a Bruxelles – assicura Berlato, consigliere della Regione Veneto e già tre volte europarlamentare – e poi toccherà a me: deciderò insieme alla mia comunità umana, ma penso  di tornare in Europa». Il navigato politico vicentino e paladino dei cacciatori ragiona su questa vittoria:  «Fratelli d’Italia insieme alla Lega è il partito cresciuto di più, questo anche grazie al fatto che abbiamo aperto le porte anche a chi arrivava da Forza Italia. Ora dobbiamo prepararci ad andare al governo
non appena la Lega staccherà la spina. E anche in Europa riusciremo a condizionare fortemente le scelte della Ue».

RADDOPPIO
«Raddoppiamo i voti rispetto alle Europee del 2014 e miglioriamo di oltre il 60% sulle politiche di un anno fa nel cuore economico del Paese – commenta soddisfatto Adolfo Urso, senatore eletto in Veneto – il nostro patto per le imprese ha convinto gli elettori e anche i candidati che arrivavano dal mondo di Forza Italia, come Elisabetta Gardini e Remo Sernagiotto, sono stati un valore aggiunto. Ci sono tutte le premesse
per fare di Fratelli d’Italia la seconda gamba del centro destra in tutto il Nord e anche in Veneto». Dove nel 2020 ci saranno le regionali: «E siamo pronti ad appoggiare Luca Zaia se si ricandiderà», dice Urso.
Il sorpasso di Fratelli d’Italia rischia di provocare un terremoto in Forza Italia Veneto: «Non mi sento responsabile di questa sconfitta, ma sono disponibile a fare un passo indietro se il partito me lo chiedesse. Abbiamo dimezzato i voti rispetto alle ultime europee ma sono anni che Forza Italia perde voti in Veneto e l’accordo con Svp ci ha molto penalizzato nella composizione delle liste – dice Davide Bendinelli, deputato
e coordinatore veneto del partito – sono state candidate tutte persone rispettabili, ma non c’erano big». Penalizzati dalle “fughe” come quella della Gardini?  «La Gardini non era una big, anche se in passato ci ha portato decine di migliaia di preferenze – risponde Bendinelli -. E comunque nella circoscrizione Nordest abbiamo preso più voti della Meloni. Ma non mi nascondo: siamo a un bivio, o vivere o morire, dobbiamo
rilanciare Forza Italia ripartendo dal basso. È dura con la Lega al 50%, ma in qualche elezione amministrativa siamo anche riusciti a batterli e questo vuol dire che la gente riconosce la credibilità della
nostra classe dirigente locale».

«Questo è un risultato che segna il ritorno di Silvio Berlusconi in un’aula parlamentare – osserva il Marco Marin, ex coordinatore veneto e oggi deputato di Forza Italia – e rimaniamo fondamentali per il centro destra, lo conferma la vittoria in Piemonte. Oggi nessuno può dire che qual è la soluzione a questa crisi, la responsabilità del momento impone un ragionamento profondo e lo fare moda squadra».

Riflessione di un imprenditore. «In Fratelli d’Italia ho visto un rinnovamento, in Forza Italia no – sottolinea Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia -. Questo travaso di voti è anche un segnale: gli imprenditori e i cittadini veneti oggi sono veramente preoccupati e non sono d’accordo con questo
governo, si aspettano soluzioni pratiche. Se non arriveranno saranno pronti a cambiare voto, come hanno
già fatto in passato».

 

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