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Gardini: «Berlusconi? Adesso è Fratelli d’Italia la casa dei moderati»

Fonte: Mattino di Padova del 30/05/2019 – di Eugenio Pendolini

«Il voto del Veneto dimostra che Forza Italia è in agonia, non ha superato il passaggio generazionale. Siamo noi la nuova casa dei moderati. Il prossimo obiettivo? Raggiungere il 10%, e manca davvero poco».
È l’analisi di Elisabetta Gardini, ex europarlamentare padovana, prima tra i candidati non eletti nella circoscrizione Nord Est (con 14.669 preferenze) alle elezioni europee di domenica. Il punto fondamentale, dice lei, è il sorpasso di Fratelli d’Italia con il 6,8% in Veneto (alle politiche 2018 aveva il 4,2% su Forza Italia ferma al 6%).
Proprio poche settimane prima del voto, Elisabetta Gardini era passata, appunto, da Forza Italia a FdI.Onorevole Gardini, FI sembra in via di svuotamento a opera di Lega e FdI.
Qual è il futuro dei moderati?
«Questo risultato ci dice che l’elettorato di centrodestra ha trovato una casa nuova. È tanto che subiamo un travaglio, almeno dal 2012. Quando il Popolo delle Libertà decise di fare le primarie ma all’ultimo scese in campo Berlusconi, annullandole. L’inizio della fine. Fino ad allora si era retta sul sogno di un leader carismatico, sempre con l’idea di trovare però una sua forma».
E il sorpasso in Veneto significa questo?
«Oggi Fi è come un family business: dopo il suo fondatore, non è sopravvissuta al passaggio generazionale. Sembra di assistere all’Enrico IV di Pirandello, con l’immagine di un signorotto che crede di essere in un’altra epoca e che cristallizza il suo presente in questo tragico distacco dalla realtà. Noi, il passo più difficile l’abbiamo fatto».
Adesso qual è l’obiettivo?
«Raggiungere il 10%. Ma ora la strada è in discesa, perché c’è tanta gente che aspettava questa novità, sfiduciata dal richiamo al voto utile».
Non crede che un eccessivo spostamento verso la destra sovranista possa farvi perdere l’elettorato moderato?
«Siamo andati oltre al recinto tradizionale. Amiamo la nostra patria, e non abbiamo paura di dirlo. La mia generazione è cresciuta a pane e patriottismo. La globalizzazione imperante ha fatto diventare la patria un qualcosa di pericoloso, e con lei i valori tramandati dalle tradizioni. È strabico non vedere come è cambiato il mondo, i sovranisti non sono pericolosi ma cercano solo di invertire la rotta».
Anche se, spesso, se FdI si è mostrata intransigente con il governo gialloverde?
«I sovranisti non sono nemici tra di loro, al contrario di quanto si dice. Vogliono combattere la globalizzazione, il nemico esterno».
E Toti, il governatore della Liguria molto critico in questi giorni verso FI, vi seguirà?
«È sempre stato una figura di spicco nel tentativo di rompere la deriva di Forza Italia. Non so cosa farà, ma non credo che resterà immobile. Potrebbe dare un bel contributo al nostro progetto».

 

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