• Home
  • FdI Italia
  • Meloni: «A fianco di Zaia in Veneto L’autonomia? Aspettiamo Boccia»
FdI Italia FdI Veneto

Meloni: «A fianco di Zaia in Veneto L’autonomia? Aspettiamo Boccia»

Fonte: Mattino di Padova del 13/12/2019 – di Albino Salmaso

No alla plastic tax che strangola le aziende di acque minerali e no al reddito di cittadinanza. Piena intesa con Luca Zaia per le regionali mentre l’appoggio al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro non è così scontato: nel suo tour in Veneto, Giorgia Meloni viene accolta al Pedrocchi dall’Inno di Mameli, cantato sulle scalinate perché la sala Rossini è off limits per la folla.

Onorevole Meloni, l’autonomia che è una parola chiave del Veneto è entrata anche nel vocabolario di Fratelli d’Italia a Roma? «Certo, anche noi condividiamo la proposta di uno Stato federalista più efficiente e abbiamo raccolto le firme per il referendum che spalanchi le porte al presidenzialismo con l’elezione diretta del capo dello Stato. E’ vero che bisogna combattere gli sprechi dei ministeri romani e siamo in attesa di capire cosa presenterà il ministro Boccia nei prossimi giorni. La sua legge delega è quasi pronta e quando arriverà in Parlamento daremo il nostro contributo positivo».

In Emilia Romagna si vota il 26 gennaio, se vince Lucia Borgonzoni appoggiata dal centrodestra, il governo va a casa? «Il governo rosso-rosso Conte-Di Maio-Zingaretti cadrà a prescindere dall’esito del voto in Emilia. Litigano su tutto, sono attaccati alla poltrona con la cintura nera e stanno per approvare una manovra che ammazza le imprese. Il Veneto è la locomotiva d’Italia per il suo tessuto imprenditoriale e l’unico modo per sconfiggere la povertà è garantire lavoro, mentre il reddito di cittadinanza inventato da Di Maio regala 700 euro al mese agli ex brigatisti e agli spacciatori di droga, quando l’assegno d’ invalidità è fermo a 230 euro. Il nostro partito è a fianco degli operai che difendono il lavoro, perché il Pd parla solo con i tecnocrati di Bruxelles. Quanto all’Emilia, Bonaccini si vergogna a presentarsi con il simbolo del Pd e le sardine sono rosse, guidate dalla Cgil».

Lei ha visitato la San Benedetto a Scorzé: che impressione ne ha ricavato? «Che la sugar tax e la plastica tax sono una follia. Questo governo ci vuol far bere solo cicute e bibite amare. Ho voluto visitare una delle aziende leader in Europa, con 2 mila dipendenti che rischia di pagare un prezzo salatissimo: su un fatturato consolidato di 760 milioni l’anno (540 in Italia) la sugar tax e la plastic tax avranno un impatto di 100 milioni l’anno. E’ pura follia colpire un modello di efficienza che ci vede leader mondiali del beverage».

Tra qualche mese si vota in Veneto: siete pronti a sostenere Luca Zaia presidente? In giunta vi rappresenta Elena Donazzan tornata in FdI, ma lei è stata eletta in Forza Italia nel 2015. «Zaia è un ottimo governatore, uno dei più amati d’Italia e ha ben lavorato con tutta la squadra. Ma è in buona salute anche il nostro partito in forte crescita di consensi e di classe dirigente. L’alleanza di centrodestra porta bene non solo in Veneto, ma in tutt’Italia se vogliamo tornare al governo in tempi rapidi».

Si va alle urne anche a Venezia e il sindaco Brugnaro è in pista per il bis: il patto è già firmato? «Brugnaro è un candidato, diciamo così, di Forza Italia. E il suo nome verrà discusso su un tavolo nazionale: se ne riparlerà tra qualche mese, al momento nessuna decisione è stata presa».

Da Forza Italia c’è il fuggi fuggi e lei ha già accolto dirigenti autorevoli, come la Gardini e Berlato: come va la campagna acquisti? «Non ho bisogno di convincere i dirigenti di Forza Italia a passare con noi: la crescita di FdI è sempre un bene, ma il mio obiettivo non è rosicchiare consensi agli alleati ma di costruire un patto di governo con loro. Non ha senso metterci sempre l’uno contro l’altro nella speranza che ci facciamo del male da soli».

Il premier Conte è tornato da Bruxelles senza aver firmato il Mes, il fondo salva Stati: che ne pensa? «È positivo che il premier Conte abbia tenuto fede agli impegni assunti in Parlamento e se noi non avessimo alzato il polverone, il Mes sarebbe stato sottoscritto alla chetichella. Gualtieri l’ha definito un accordo bellissimo e ora ci spiegano che ci sono diversi problemi. Il mio parere non cambia: non dobbiamo firmare con la logica del pacchetto progressivo nel senso che si approva oggi quello che interessa alla Germania e poi si apre la trattativa sul dossier che interessa all’Italia. No, ci vuole un accordo complessivo: il fondo salva Stati non offre alcun vantaggio all’Italia e anche la garanzia comune sui depositi bancari è un cappio al collo da tenere alla larga».

Related posts

Vittoria di FdI: approvata legge Meloni salvabebè

28/04/2018 – Taglio del nastro nel quartier generale di Giorgia Furlanetto

30/04/2018 – Elezioni in FVG, centrodestra stravince con Fedriga

Lascia un commento

Utilizziamo i cookie per personalizzare i contenuti e gli annunci, fornire le funzioni dei social media e analizzare il nostro traffico. Inoltre forniamo informazioni sul modo in cui utilizzi il nostro sito ai nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che hai fornito loro o che hanno raccolto in base al tuo utilizzo dei loro servizi. Acconsenti ai nostri cookie, se continui ad utilizzare questo sito web. Accetto Leggi

Privacy & Cookies Policy