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Berlato brinda alla Brexit «Ora divento eurodeputato»

Fonte: Mattino di Padova del 13/12/2019 – di Albino Salmaso

Sergio Berlato ha brindato con lo champagne al trionfo di Boris Johnson: il ricalcolo dei seggi al parlamento Ue con la Brexit spalanca la porta di Strasburgo al coordinatore regionale di FdI.

«Non ho fretta di mettere piede a Bruxelles, un mese più o un mese meno cambia poco, qui a Venezia sto lavorando sodo. Dopo tre legislature all’Europarlamento, so come funziona la macchina politico-burocratica e ci vuole pazienza. Poi mi sto impegnando per le elezioni regionali in primavera in Veneto, con FdI che è ben oltre il 10 per cento in una terra dove la Lega di Zaia detta legge», dice Berlato, che ha appena concluso il tour con Giorgia Merloni.

Il consigliere regionale, passato agli annali per le sue battaglie contro Giancarlo Galan e Lia Sartori quando militava in Forza Italia, ha avviato la campagna acquisti in consiglio regionale proprio a spese di Berlusconi, rimasto senza truppe perché prima Massimiliano Barison e poi Massimo Giorgetti sono usciti da FI per fare corsa solitaria. E lo stesso percorso ha seguito l’assessore Elena Donazzan, figura storica della destra vicentina, scelta da Zaia nel team di Palazzo Balbi e tornata alle origini con “Più Italia Amo il Veneto” e l’addio polemico a Brunetta. Quando Berlato deciderà di prendere l’aereo per Bruxelles, a palazzo Ferro Finio entrerà Joe Formaggio, sindaco di Albettone, criticato per le sue frasi choc contro gli immigrati, i rom e gli omosessuali.

La poltrona dell’Ue può davvero attendere? «Sono tranquillissimo perché mi hanno già proclamato eurodeputato, ma per effetto di una singolare interpretazione della legge elettorale, l’Italia si trova con 73 seggi che diventano 76 solo quando la Gran Bretagna uscirà dall’Unione Europea. Certo che ieri sera ho brindato alla vittoria di Boris Johnson, figlia della coerenza e della volontà del popolo britannico di rispettare l’esito del referendum del 2016. Per me sarà la fine dell’equivoco nato dall’attribuzione dei seggi: FdI ne ha avuti 2 nel collegio Nord Occidentale e nessuno a Nordest, dove io ho ottenuto 19.448 preferenze, con Elisabetta Gardini seconda con 14.640 voti», spiega il consigliere regionale. Non è stato facile accettare il verdetto della Cassazione, un boccone amaro mai digerito, che vede Berlato proclamato eletto con tanto di documento ufficiale ma con la poltrona sospesa fino all’uscita del Regno Unito.

Insomma, si tratta di attendere fino al 31 gennaio? «Certo, anche se Boris Johnson ha detto che vuole chiudere la partita entro Natale. Sono stato a Bruxelles per 15 anni, conosco molto bene il funzionamento della burocrazia che assegna i fondi comunitari. Qui sto preparando la battaglia per le elezioni regionali in Veneto, a primavera possiamo raccogliere un ottimo risultato. Non guardo i sondaggi, che ci danno in continua ascesa. Con Giorgia Meloni ho scommesso che supereremo di slancio il 10 per cento e ho già vinto quella lanciata su Forza Italia, ampiamente battuta alle elezioni europee. A maggio in Veneto FdI ha raccolto il 6,9%, ben oltre la media nazionale e ora siamo attorno al 10. Qui non siamo in Calabria e Sicilia perché abbiamo la Lega come competitor che divora consensi a tutti i partiti, tranne che a noi».

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