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Una sardina non fa primavera, piazza come padella per chi abbocca

di Claudio Gori, presidente del Circolo Padova d’Italia

I pesci non parlano, è la natura. Quando la natura viene forzata si rischiano partorienti discorsi sconclusionati, fuori alcune logiche per chi non è abituato a dire cose con certo senso e responsabilità.

Oggi a Roma un raduno di sardine monocromatiche ha aperto bocca, sebbene fuori dall’acqua: un miracolo, pesci che parlano. Ma, non essendo abituati alla vita extra-acquea hanno parlato, parlato, parlato ma detto niente.

Il loro portavoce Mattia Santori ha letto dal palco d’una meravigliosa Roma, Caput Mundi testimone a forza, proposte scontate e apparentemente inutili che lasciano perplessi. Egli lascia percepire la natura di questa tipologia di sardine a In Mezz’ora in più: “Non ci facciamo domande sul futuro, il nostro obiettivo ora è riempire le piazze di persone reali”. Santori sottolinea che al movimento “interessa tutta la politica”, ma non ha “posizione politiche” perché “svolge il ruolo di anticorpi” ma arriva un chiaro endorsement per l’Emilia Romagna: “c’è un progetto di centrosinistra molto ampio, c’è il Pd, c’è un progetto di Emilia Romagna futura, c’è la società civile. Il centrosinistra ci rappresenta bene”.

Un eccesso d’acqua salata può essere politicamente letale per una sardina, figuriamoci per una piazza che ne esalta il vuoto propositivo, politicamente neutrale che al contempo stimola il voto a sinistra. Alla domanda se si candiderà risponde “Mai dire mai…”.

La sinistra italiana rischia di divenire un peschereccio con scarso carburante in alto mare e per sopravvivere necessita di manovalanza, obbligandola al lancio a vista di reti da pesca per raccogliere sardine ovunque.

Sul palco il presidente dell’Anpi, Carla Nespolo, l’eurodeputato del Pd ed ex medico dei migranti a Lampedusa, Pietro Bartolo, il leader del movimento, Mattia Santori, e tanti altri. Alla manifestazione, aperta con “Bella Ciao” e con la lettura della Costituzione, hanno partecipato circa 35mila persone, secondo fonti della Questura (CorriereTv del  14/12/2019). Alla faccia della neutralità politica, alla faccia della libertà di pensiero.

Le proposte dei pesci da piazza? Il nulla tra emissioni vocali retoriche e contro una realtà presunta di repressione che non esiste: “Ecco le nostre proposte: pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a fare politica invece di fare campagna elettorale permanentemente. Che chiunque ricopre la carica di ministro comunichi solo sui canali istituzionali. Pretendiamo trasparenza nell’uso che la politica fa dei social. Che il mondo dell’informazione si avvicini alla verità e traduca questo sforzo in messaggi fedeli ai fatti. Che la violenza venga esclusa dai toni della politica in ogni sua forma, che la violenza verbale venga equiparata alla violenza fisica. Chiediamo di abrogare il decreto sicurezza”. (https://www.adnkronos.com/ del 14/12/2019)

«Siete cervelli che valgono più di un milione di like», legge dal palco Mattia Santori, dichiarando poi che la loro piazza fa politica: ma non ne erano anticorpi?

Chi paga questa presunta spontaneità? Dove sono i fondi per sostenere le spese organizzative e dei “gadget” distribuiti ai partecipanti? Quanto marketing e quanta politica oggi in piazza a Roma?

Roma trasformata in padella per sardine che abboccano.

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