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Elisabetta Gardini parte dal 31% «A disposizione della città»

Fonte: Mattino di Padova del 23/12/2019 di Claudio Baccarin

Respira a pieni polmoni l’aria della sua Padova. «L’avvocatura di Forza Italia», ricorda Elisabetta Gardini, commissario per la Costituente provinciale di Fratelli d’Italia, «mi aveva dato il Daspo. Giorgia Meloni mi ha donato il grande privilegio di poter lavorare nella mia città».

I risultati di 6 mesi d’impegno sul territorio sono riassunti nel 31% delle intenzioni di voto che i padovani intervistati per il sondaggio di metà mandato realizzato da “Scenari politici” le assegnano in un’eventuale sfida per la fascia tricolore con Sergio Giordani.

Certo, il prossimo appuntamento sono le Regionali di primavera dove Fdi appoggerà la corsa di Luca Zaia. Le Comunali a Padova si svolgeranno nel 2022, ma il dato del sondaggio, per l’ex inquilina dell’Europarlamento, è soddisfacente.

«Io non mi candido a nulla, ma questa fiducia dei miei concittadini mi rincuora. Ma ancor più mi entusiasma l’11% attribuito in città a Fratelli d’Italia. Un dato che definirei eclatante, siamo il riferimento per tanti cittadini che si collocano nel centrodestra ma che non si riconoscono nella Lega».

Per Elisabetta Gardini, che in questi mesi ha portato tanti amministratori locali nel partito della Meloni, «Padova ha bisogno di cambiare passo, di ritrovare il ruolo di leadership del Nordest che le era riconosciuto, oltre che per la sua collocazione geografica, per la sua università, per la tipologia dei suoi imprenditori. Non dobbiamo perdere altri treni. Noi possiamo svolgere un ruolo di traino. Fratelli d’Italia può dare risposte concrete e, per quanto mi riguarda, mi metto a disposizione della città. Nel mio percorso politico sono stata fortunata, non cerco più posizioni personali, ma mi metto a disposizione per rilanciare la mia città, troppo ripiegata su se stessa».

RIVOLUZIONE LIBERALE

La “rivoluzione liberale” rilanciata da Elisabetta Gardini è imperniata su un concetto base: la meritocrazia. «È ora di ripristinarla: bisogna mettere i migliori nei posti giusti». Imprescindibile, inoltre, il ruolo che dev’essere esercitato dai partiti. «Non c’è solo un livello comunale, o un livello provinciale. Ci dev’essere una filiera che va da Padova fino a Bruxelles. È poi fondamentale la collocazione europea: noi di Fratelli d’Italia siamo convintamente nella Casa dei conservatori. Credo che questa sia al momento la debolezza più evidente della Lega, così come dei Cinque Stelle. Giordani? È una brava persona che stimo sul piano personale, ma certo la sua parte politica rappresenta quanto di più lontano dalle mie posizioni. La viabilità è sempre più complicata, i parcheggi vengono chiusi uno dietro l’altro, l’inquinamento aumenta. Lorenzoni in Regione? Io lo manderei direttamente a casa, si è rivelato il peggior compagno di viaggio del sindaco».

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