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Polveri di guerra, Italia povera su scenario internazionale, serve patriottico Primo Ministro: Giorgia Meloni

di Claudio Gori, presidente del Circolo Padova d’Italia

Il ruolo italiano nello scenario politico, nazionale e internazionale, nelle ultime ore è sempre più sintomo di insufficiente influenza e assenza di sostanza mediativo-culturale. C’è una tendenza personalistica verso il mediatico-inculturale che possa riempire stomaci affetti da ulcera e fame del “non so cosa”.

Il medio oriente è sempre stato uno scenario estremamente difficile nel quale per avere distesi rapporti diplomatici, di rispetto religioso ed economico non sono necessarie guerre plateali ma servono “incursioni” ministeriali italiane per rafforzare rapporti che dopo l’ultimo attacco degli Stati Uniti potrebbero sgretolare l’Unione Europea, come spesso accade, a causa di visioni divergenti sulla stessa politica internazionale dove Francia, Germania e prossimamente la Gran Bretagna persevereranno nel sovranismo individual-guerrafondaio a dispetto degli alleati che devono rincorrere, rattoppare e pagare il conto dei servi.

In questo scenario i nostri ministri o primo ministro non sembrano elevarsi a desiderati leader e difensori della patriottica economia italiana, degli scambi energetici possibilmente di maggiore interesse per noi, di rafforzamento delle nostre coste da invasioni scafiste e navali.

Una guerra oggi sarebbe la devastazione dell’economia italiana e ulteriore richiesta di sacrifici alle nostre imprese che devono affrontare negli ultimi anni tassazioni e imposizioni al limite della perdita di ulteriori partite iva. Stremati consegneremo l’Italia, la nostra Patria, a multinazionali straniere che farebbero acquisti in periodi di permanente saldi e spezzatini, incentivando ulteriormente la povertà italiana: quella povertà che oggi paga il sussidio a chi spesso non lo merita e che funge da sciacallo locale pulcinellizzando la propria mediocrità.

In questo scenario, dicevo poc’anzi, l’Italia necessità di un leader innanzitutto capace, affidabile, che non cambi bandiera come fosse un approdo per interessi personali. Oggi, lo scenario nazionale e internazionale, riconosce sempre più un ruolo d’eccellenza e affidabilità a Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, alla quale il Times riconosce una posizione tra le prime 20 donne al mondo, capaci di cambiare il mondo stesso.

Il mondo oggi è in difficoltà estrema, l’Italia è abbandonata dall’Europa a scovare soluzioni di sopravvivenza mentre Giorgia Meloni assume posizioni di politica anche internazionale dichiarando apertamente che «Non servono le tifoserie da stadio», a seguito dell’uccisione del generale Qassem Soleimani, ritenuto da Donald Trump un pericoloso terrorista in procinto di nuovi attentati e stragi.

Sono estremamente convinto che sia giunto il momento di fare valutare la candidatura di Giorgia Meloni a Primo Ministro italiano. Inoltre, per la prima volta l’Italia avrebbe una donna al comando d’un paese in cui anche i nostri giovani ragazzi fuggono per disoccupazione o perché non si sentono più legati ad un Paese che non li rappresenta umanamente e tradizionalmente. Qualcuno si tenga le sardine da piazza spolpa, dateci una degna Primo Ministro: Giorgia Meloni.

Buona Epifania e che ciascuno di noi “bruci” politicamente la propria befana.

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