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Regionali in Veneto, Fratelli d’Italia: «Alleanza, noi ci siamo. La Lega risolva i suoi mal di pancia»

Fonte: Vvox.it del 12/02/2020

«Favorevoli all’autonomia. E alle regionali centrodestra unito. Qui in Veneto come in tutta Italia». Risponde così il nuovo coordinatore veneto di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, alla lega che ieri, riunita in pompa magna a Padova per la visita di Matteo Salvini, ha posto la condizione di un “patto di sangue” sull’autonomia agli alleati in vista delle regionali. Deputato e sindaco di Calalzo di Cadore (Belluno), succede a Sergio Berlato, che dopo la Brexit inglese dopo mesi di attesa è entrato nell’europarlamento. Per De Carlo i dubbi che attraversano la strapotente Lega veneta, se andare o no al voto assieme ai partner di maggioranza, non dovrebbero sussistere: «La coalizione unita è l’unica garanzia di successo».

Ripeto, la nostra posizione è di assoluto favore. Il comune di Calalzo, di cui sono sindaco, ha avuto la più alta partecipazione al voto in provincia di Belluno. Se fossi stato anche solo tiepidino sul tema non ci sarebbe stato questo risultato.

Ma i vertici nazionali di Fratelli d’Italia non sono sempre stati così chiari.
Non è vero. Il programma con cui ci siamo presentati alle elezioni 2018 recitava “presidenzialismo e federalismo” ed è stato sottoscritto anche da Fratelli d’Italia. Il partito è assolutamente favorevole a maggiori forme di autonomia. Su come esercitarle vedremo perchè con la Lega al governo non è che abbiamo avuto possibilità di vedere quale fosse.

E’ stata la Lega insomma a non portare a casa il risultato.
L’ha detto anche Salvini al PalaGeox. E’ un rammarico che ha lui prima ancora di Fratelli d’Italia. Noi in Veneto abbiamo votato convintamente a favore del referendum.

Ma l’autonomia non è una scusa della Lega per potersi presentare da sola al voto regionale?
Credo che la Lega stia facendo delle valutazioni interne e con il proprio elettorato. Anche alla luce del fatto che sono nati movimenti più autonomisti che stanno sottraendo un po’ di spazio politico e quindi si tenta di rilanciare il tema. Io farei presenti ai miei colleghi che si è ben amministrato il Veneto con la formula del centrodestra unito, che auspico sia replicabile in Veneto e in tutta Italia.

Salvini però pone l’autonomia come conditio sine qua non.
Lo dice adesso e stride un po’ con il fatto che al governo l’autonomia non sia stata una priorità. Altrimenti l’avrebbe legata al reddito di cittadinanza dicendo ai grillini: io ti voto il reddito di cittadinanza se tu mi voti l’autonomia. Ma non è una scusa per andare da soli, è una tattica del momento per riaprire ragionamenti nazionali più ampi sul tema. Sono convinto che vincerà il buon senso. E’ solo qualche… mal di pancia leghista.

A Vicenza c’è qualche malessere in maggioranza con Fratelli d’Italia. Tra rimpasti, consiglieri che hanno cambiato “casacca” e la richiesta di partecipare di più alle scelte, in particolare sulla fusione Aim, Agsm e A2A.
Un partito che oggi conta un discreto numero di consiglieri oltre che un posto in giunta credo possa essere partecipe delle scelte e non ho nessun dubbio che il sindaco lo terrà in considerazione. Nel massimo rispetto dei ruoli. Con Rucco ci siamo già incontrati. Ho trovato in lui una persona disponibile al confronto. Amministriamo una città dopo tanti anni. Qualche volta la diatriba politica alza i toni ma l’obiettivo è di continuare a dare un governo saldo alla città.

Ma quando parlate di condivisione, come sulle scelte in merito ad Aim, cosa intendete esattamente?
Che tutti devono conoscere i presupposti per poi fare una scelta trasparente e soprattutto consapevole di quelli che sono i pro e i contro. Io la intendo come spirito collaborativo. La diatriba politica ci sta, ma noi siamo alleati assolutamente leali. E quando non siamo contenti o chiediamo maggiori info possiamo farlo senza sentirci subalterni a qualcuno.

Anche a Verona c’è qualche mal di pancia: questioni di posti in giunta? O ci sono problemi sostanziali?
Non credo. Quando si amministra ci si confronta e spesso il confronto è strumentalizzato dalle opposizioni e quant’altro. Io credo alla lealtà e alla trasparenza per cui possono esserci dei contrasti e degli attriti ma poi bisogna trovare la quadra, arrivare ad un compromesso in maniera corretta. Nessuna questione sostanziale.

Quindi si tratta di lotta per i posti. Però sono cambiati gli equilibri: Fratelli d’Italia ha aumentato i propri consensi e il proprio peso politico, rispetto per esempio a Forza Italia.
Ha premiato innanzitutto la coerenza, l’avere mille idee ma una parola sola. Noi non abbiamo mai cambiato rispetto alla nostra collocazione che è l’area di centrodestra. Oggi intercettiamo tanto elettorato moderato, prima no.

In Regione in cinque anni di mandato Berlato ha avuto posizione anche critiche con la maggioranza: in cosa avreste voluto che il governo veneto fosse più incisivo?
Intanto va ringraziato Sergio Berlato per essere stato il baluardo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale conquistandosi il posto nel 2015 quando questo partito non era così attrattivo e per aver contribuito insieme ad altri militanti a fare in modo che la destra continuasse ad avere una casa, che poi è diventata attrattiva per molti. Oggi i sondaggi ci danno vicino al 12%. Certo si può sempre fare di più. Ma il bilancio rispetto alla giunta Zaia è assolutamente positivo.

Ma ci sono temi su cui si poteva lavorare meglio?
Non saprei. I sondaggi dicono che il centrodestra sarebbe abbondantemente sopra il 50% a dimostrazione di come si sia lavorato bene, anche con il concorso di Fratelli d’Italia che ha acquisito nello spazio e nel tempo nuovi consiglieri e un assessore, la Donazzan. Sui temi credo ci si debba sedere al tavolo con la Lega per trovare un programma comune, per non passare i giorni a rilanciare proposte di un partito o di un altro. Quando lo faremo cercheremo di far passare le nostre idee, in modo che una volta siglato non ci sia nessun motivo di frizione e nessuna diatriba.

Insisto sui temi: avete delle priorità?
I piccoli negozi, le piccole realtà, le aree rurali e marginali. Temi che per noi sono sempre stati una bandiera oltre che un motivo di orgoglio. E poi un’agricoltura ecocompatibile ed ecosostenibile, la valorizzazione dei prodotti locali, che ci ha visto sempre in prima linea rispetto ai prodotti di importazione.

Sulla sanità Veneto d’eccellenza ma la percezione dei cittadini è diversa: carenza di personale medico e infermieristico, liste d’attesa.
La carenza di medici non dipende dalla programmazione regionale ma da quella nazionale a monte, sbagliata. Io credo valga il principio per cui qualsiasi cittadino da qualsiasi punto della regione deve avere pari dignità e pari accessibilità ai servizi sanitari. Ci sono aree in cui si può concentrare il sistema di emergenza urgenza ma va potenziato l’elisoccorso, proposta che noi abbiamo perorato in questi anni.

Sull’ambiente, altro tema caldo, vedi lo smog e l’inquinamento dell’aria, Berlato è stato molto più attento ai temi della caccia che all’ecologia in genere.
Che Berlato fosse una persona attenta ai temi della caccia credo non scopriamo l’acqua calda. Che non si sia occupato del resto mi sembra un’assurdità: Berlato è stato in assoluto la persona più presente in consiglio regionale e con la più alta produttività. Fratelli d’Italia ha una visione che nasce storicamente con le associazioni ambientaliste che mettono l’uomo al centro dell’ambiente.

Ma sull’ambiente, ecologia, aria pulita, cementificazione niente da rimproverarsi?
Bisogna capire cosa voglia dire ambiente. Per me significa rispetto dell’ambiente, cura e gestione da parte dell’uomo. Esempio, ci sono aree che sono abbandonate da anni su cui dovremo lavorare sicuramente con una legge di riordino forestale che consenta il recupero di quei terreni oggi improduttivi, da riportare a pascolo, da incentivare per l’agricoltura.

E non si poteva fare in questi anni?
Se si fosse fatto tutto in questi cinque anni di amministrazione, cosa avremmo fatto nei prossimi? Ci mancherebbe che non ci fossero ancora cose da fare. Sarebbe molto noioso altrimenti candidarsi alle regionali.

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